Cambiato il vertice della Congrega per la dottrina delle fede (ex. Santo Uffizio), adesso è Angelo Amato. Ricordo a tutti che prima c'era quel gran figlio di mignotta di Ruini, e prima ancora l'attuale papa Ratzinger.
Cambia il protagonista, non la trama. Oggi ho letto di un suo discorso, e come sempre mi è ribollito il sangue nelle vene.
Oltre all'abominevole terrorismo dei kamikaze c'e' il cosiddetto terrorismo dal volto umano come quando l'aborto viene chiamato interruzione volontaria della gravidanza e non uccisione di un essere umano indifeso o quando l'eutanasia viene chiamata piu' blandamente morte con dignità.
Grandissimo stolto, chi cazzo credi di essere per esprimere giudizio su chi debba vivere e chi no? Chi diavolo pensi di essere per permetterti di chiamare indegno chi desidera morire per non soffrire più?
Nessuno, nessuno, nessuno può permettersi di impedire a qualcuno di vivere, ed altrettanto nessuno può impedire ad altri di morire. La morte è parte della vita ed appartiene al suo stesso proprietario. Come si può proibire ad una persona di cessare di soffrire?
Non so voi, ma se avessi una malattia terminale e dovessi vivere solo per stare fermo in un letto sotto dosi di morfina con l'unico scopo di soffrire il meno possibile... Io preferirei la morte. E in questo Stato non potrei averla, e questo per colpa di una congrega di idioti conservatori che si permettono di esprimere giudizi sulla vita di altri... vigliacchi e maledetti!
Ancora non hanno capito che proibendo ciò che il mondo civile desidera per diritto altro non fanno che creare dolore ulteriore. In Portogallo, dove questi mattacchioni di cattolici sono riusciti ad impedire l'aborto, chi desidera abbandonare la gravidanza sale su una delle cosiddette "navi dell'aborto", dove si trasportano le incinte in acque internazionali e si esegue l'operazione...
Con la differenza rispetto al nostro Paese che serve una somma considerevole per questo viaggio (ergo: se sei ricco abortisci e sennò no, e questa da me è DISCRIMINAZIONE) e che abortire su una nave, per quanto ben attrezzata, non è la stessa cosa che farlo nella sala operatoria di un ospedale su terraferma.
Per non parlare poi del fatto che una madre che non desidera il bambino, se costretta a proseguire nella gravidanza, potrebbe comunque non riconoscere il figlio (almeno, in Italia c'è questa possibilità) oppure peggio ancora partorire in casa ed abbandonare il bambino... ma evidentemente quando si sputano sentenze da un pulpito non si pensa alle conseguenze.
lunedì 23 aprile 2007
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